Per saper costruire servono certe competenze. Perché partire dal problema invece che dalle competenze è spesso una scelta migliore. Perché uno dei modi più efficaci per imparare è collegare allo sforzo e al tempo speso a imparare un significato, il motivo per cui stiamo acquisendo quella competenza. Quante cose nella vita impariamo e dimentichiamo. Ce ne sono altre invece che restano per tutta la vita. Ed entrano in gioco due principi: sia il tempo dedicato a praticare quelle competenze, sia il significato, che a sua volta influenza il tempo dedicato. Significato e ripetizione. Il significato alimenta la ripetizione, ci spinge ad andare più a fondo, a capire davvero. Ecco perché spesso avere i voti come obiettivo, per esempio, porta a una conoscenza e a una comprensione deboli, che si sciolgono troppo facilmente col tempo.
L'altra strada è andare in compounding su competenze che ti divertono, che per qualche motivo ti ossessionano, e l'ideale sarebbe trovare quelle competenze evergreen che valgono sempre, per tutta la vita, e che nel praticarle hanno quindi un effetto composto: saper scrivere, comunicare, poi le lingue, lo sport, gli scacchi, una passione per l'arte, una passione per qualcosa, possono essercene infinite.